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Centrafrica: governo e gruppi ribelli firmano la pace a Khartoum, ora la prova del campo

    di  .  Scritto  il  4 Febbraio 2019  alle  7:00.

Dopo 10 giorni di trattative condotte a Khartoum, il governo centrafricano e i rappresentanti di 14 gruppi armati sono giunti a un accordo di pace. L’annuncio è stato fatto nel fine settimana dalla Missione delle Nazioni Unite nella Repubblica Centrafricana (Minusca).

Secondo una nota della stessa Minusca, l’accordo è maturato nel quadro dell’Iniziativa africana per la pace e la riconciliazione nella Repubblica centrafricana che aveva individuato l’Unione Africana come facilitatore dei colloqui con il sostegno dell’Onu.

“E’ un grande giorno per il Centrafrica e per il tutto il popolo centrafricano” ha detto Smail Chergui, commissario dell’Unione Africana per le questioni di pace e sicurezza. Chergui ha invitato i centrafricani a sostenere un accordo in grado di condurre il Paese verso “riconciliazione, concordia e sviluppo”.

Il delegato del governo di Bangui a Khartoum, Firmin Ngrebad, ha da parte sua affermato di essere pronto “a lavorare con il capo dello Stato e il governo per mettere in atto iniziative utili a rispondere alle preoccupazioni dei fratelli che avevano preso le armi”.

Dal 2013 il Centrafrica è precipitato in un progresso caos con scontri che hanno opposto varie fazioni e che generalmente hanno visto confrontarsi milizie musulmane (Seleka) a milizie cristiane (anti-Balaka). Ovviamente, una lettura del conflitto in senso religioso sarebbe fuorviante e riduttiva. Alla base del conflitto ci sono questioni, economiche, politiche e sociali di cui si è parlato al vertice di Khartoum che ha riaperto la porta alla pace. Dal 2013 il conflitto ha costretto alla fuga un milione di persone e ha causato migliaia di morti.

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