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Washington ordina l’arresto della vice presidente di Huawei, nuovo scontro in vista tra Cina e Usa

    di  .  Scritto  il  6 dicembre 2018  alle  9:09.

La figlia del fondatore di Huawei, il gigante cinese delle telecomunicazioni, è stata arrestata in Canada in eseguimento di un ordine di cattura internazionale spiccato dagli Stati Uniti. L’accusa nei confronti di Meng Wanzhou, che nella società occupa il posto di vice presidente e di chief financial officer, è quello di aver violato le sanzioni usa contro l’Iran.

Ora, mentre si attendono sviluppi che potrebbero portare all’estradizione di Wanzhou negli Stati Uniti, di fatto si tratta di un nuovo capitolo dello scontro al vertice tra gli stessi Stati Uniti e la Cina.

A pochi giorni dall’armistizio raggiunto al vertice G20 di Buenos Aires – dove i due Paesi avevano stabilito una moratoria sulle rispettive sanzioni commerciali – l’arresto della dirigente cinese rischia di riportare i due contendenti sul ring.

Huawey era già stata presa di mira nei giorni scorsi dagli Stati Uniti che avevano invitato i Paesi alleati a non affidare le telecomunicazioni alla società cinese perché a rischio spionaggio.

Sullo sfondo di quanto sta avvenendo, secondo molti osservatori, c’è la lotta tra gli gli Stati Uniti che provano a mantenere intatta la loro supremazia a livello globale, e uno tra i rivali più accreditati a cambiare la geopolitica globale.

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