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Dopo tre anni un attentato torna a scuotere la Tunisia e i suoi precari equilibri

    di  .  Scritto  il  30 ottobre 2018  alle  7:00.

Un attentato ha scosso ieri il centro di Tunisia. Il bilancio è di almeno nove feriti e di una vittima, la donna kamikaze che ha fatto esplodere un ordigno nascosto addosso. Nel mirino dell’attentatrice un gruppo di poliziotti che si trovava lungo la centrale avenue Habib Bourguiba.

Al di là del bilancio, l’attentato suona come un campanello d’allarme per un paese che ancora deve riprendersi dalle ferite di una serie di attacchi proseguiti fino al 24 novembre 2015; quel giorno un attacco suicida contro un autobus della guardia presidenziale causò la morte di 12 agenti. E proprio in seguito a quell’attacco, il governo decretò uno stato d’emergenza tuttora in vigore.

Negli ultimi tre anni la Tunisia ha fatto degli sforzi significativi per ristabilire un clima di sicurezza e allo stesso tempo trovare risposte alla crisi economica. Sforzi premiati dalla ripresa del turismo, settore strategico in termini di rimesse e di posti di lavoro.

Nel corso di una visita all’ospedale militare di Tunisi che ospita alcuni dei feriti di ieri, il primo ministro Youssef Chahed ha sottolineato che “di fronte al rischio terrorismo non esiste un rischio zero in nessun luogo del mondo”; ha quindi aggiunto che “contro questo fenomeno tutti i tunisini e tutte le forze devono unirsi”.

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