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Prove di pace tra Etiopia ed Eritrea, Addis accoglie la prima delegazione di Asmara

    di  .  Scritto  il  27 giugno 2018  alle  7:00.

Una corona di fiori in segno di benvenuto offerta al ministro degli Esteri eritreo, Osman Saleh, appena atterrato ad Addis Abeba ha simbolicamente segnato il riavvicinamento tra Etiopia ed Eritrea. Dopo le parole, il primo ministro etiopico Abiy Ahmed, è passato ai fatti accogliendo il capo della diplomazia eritrea e la sua delegazione.

Si è trattato della prima visita di alto livello eritrea in decenni e la speranza è che l’incontro apra la strada a una riappacificazione tra due Paesi vicini e per lungo tempo parte di una stessa entità statale.

Dopo l’indipendenza ottenuta nel 1993 in seguito a 30 anni di conflitto, l’Eritrea ha avviato un cammino nuovo che però dopo pochi anni l’ha riportata alla guerra con il vicino, questa volta per una questione di confine.

La scorsa settimana però, Abiy – rompendo con il passato – ha affermato di voler accettare le condizioni per la pace secondo una sentenza internazionale che aveva dato ragione ad Asmara. E l’apertura di Abiy era stata subito colta dal presidente eritreo Isaias Afewerki.

Ieri, Saleh è stato accolto con un tappeto rosso e lungo la strada da bandiere dei due Paesi e messaggi di benvenuto.

In un tweet a lui attribuito, Abiy ha detto di “sperare che la visita costituisca le fondamenta di un futuro più brillante per l’Etiopia e per l’Eritrea”.

Di fatto, da un punto di vista prettamente economico, un riavvicinamento gioverebbe a entrambi i Paesi: all’Etiopia che potrebbe riavere accesso ai porti più comodi per le sue esigenze commerciali e all’Eritrea per riannodare le fila con uno dei Paesi più popolosi e a più alto tasso di crescita del continente.

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