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In Europa aumentano gli attacchi terroristici, ma cala il grado di ‘preparazione’

    di  .  Scritto  il  21 giugno 2018  alle  7:00.

Gli attacchi jihadisti in Europa registrati nel corso del 2017 sono pressoché raddoppiati rispetto all’anno precedente secondo dati diffusi ieri da Europol. Lo stesso organismo ha avvertito poi del rischio di un aumento di attacchi non sofisticati condotti da elementi vicini all’Isis.

Secondo il conteggio di Europol nel 2017 gli attacchi avvenuti o sventati sono stati 33, contro i 13 condotti nel 2016. Identico è stato il numero degli attacchi portati a termine: 10 nel 2016 (con 135 morti) e 10 nel 2017 (con 62 morti).

A cambiare tra il 2016 e il 2017 è stato il grado di ‘sofisticazione’ degli attacchi perpetrati o sventati, con un 2017 che ha mostrato la tendenza a ricorrere meno a programmazione e armi.

Un altro elemento emerso è che nel 2017 gran parte degli attacchi fa riferimento a persone nate e cresciute nei Paesi poi interessati dai fatti. In molti casi, secondo dichiarazioni del capo del controterrorismo di Europol, Manuel Navarette, “si è trattato di forme di rappresaglia personale contro il Paese in cui non ci si era riusciti ad integrare”.

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