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Palestina e Israele: una storia di conflitti e sangue che si ripete, con vincitori e vinti

    di  .  Scritto  il  15 maggio 2018  alle  6:00.

Cosa significa Palestina oggi. E cosa significa Israele. Confini tracciati dalla forza delle armi hanno ridisegnato l’assetto attuale di una regione contesa per secoli, per mille ragioni. Ieri, lo spostamento dell’Ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme e le celebrazioni per i 70 anni della fondazione dello Stato israeliano hanno scatenato la rabbia dei palestinesi, uno dei due popoli che rivendica queste terre oggi. Il popolo perdente.

Decine di persone sono rimaste uccise mentre cercavano di superare la frontiera che divide la Striscia di Gaza (come dice la stessa parola una striscia di pochi chilometri di terra senza risorse e sovrapopolata), in centinaia sono rimasti feriti.

Da una parte i palestinesi rivendicano il diritto a tornare in luoghi da cui i loro nonni sono stati cacciati; dall’altra parte gli israeliani difendono il loro diritto a restare. Fanno effetto le immagini di ragazzini armati di fionde che fronteggiano spavaldi soldati ben armati.

La storia probabilmente si ripeterà anche oggi ed è difficile dire cosa succederà. Sicuramente quella degli Stati Uniti è una scelta entra a pieno titolo nella storia dei rapporti tra israeliani e palestinesi. Una scelta definita per l’appunto “storica” dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu; una scelta che, secondo il leader palestinese Mahmoud Abbas, non consente più di vedere gli Stati Uniti come protagonista superpartes di queste vicende mediorientali.

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