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Nonostante il conflitto, lo Yemen è ancora una meta per i migranti del Corno d’Africa

    di  .  Scritto  il  9 maggio 2018  alle  6:00.

Almeno 100.000 migranti, per lo più provenienti dal Corno d’Africa, sono sbarcati nel corso del 2017 in Yemen, nonostante l’instabilità e il conflitto interno in corso in questo Paese. Il dato è stato riferito ieri dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) secondo cui ogni mese sono circa 7000 i nuovi arrivi.

I migranti che arrivano soprattutto da Etiopia, Somalia ed Eritrea una volta arrivati in Yemen cercano di raggiungere uno dei vari Paesi del Golfo e cadono spesso nelle mani di contrabbandieri con pochi scrupoli subendo anche torture e violenze.

Il rapporto dell’Oim segue una recente visita in Yemen di Mohammed Abdiker, direttore delle Operazioni e delle emergenze presso la stessa organizzazione, il quale si è detto “estremamente preoccupato dalla situazione inumana e degradante in cui versano i migranti presenti nel Paese”. Abdiker ha anche ricordato i tragici fatti dello scorso agosto, quando trafficanti spinsero decine di migranti somali ed etiopi al largo delle coste yemenite, decretandone di fatto la morte. “Quelle shock – ha aggiunto lo stesso – non hanno però avuto l’effetto di spingere verso migliori forme di protezione”.

Chi parte, in genere lo fa con il sogno di arrivare in Arabia Saudita e trovare lì un’occupazione. Un percorso che comincia incamminandosi dapprima verso Gibuti da dove a bordo di imbarcazioni si cerca di raggiungere la costa opposta. In Yemen cominciano poi soprusi o altre forme di prevaricazione. Nei migliori dei casi si finisce per lavorare in cattive condizioni nei campi coltivati a qat.

Nel 2017, Oim ha aiutato 2900 migranti a tornare dallo Yemen nei Paesi d’origine: il 73% di loro erano somali, il 25% etiopi, il restante 2% di altre nazionalità.

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