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Rwanda: la Corte penale internazionale per Kagame è strumento di controllo ‘coloniale’

    di  .  Scritto  il  30 aprile 2018  alle  7:00.

E’ tornato a criticare apertamente la Corte penale internazionale (Cpi) il capo di Stato ruandese Paul Kagame che è anche presidente di turno dell’Unione Africana. Incontrando il magnate delle telecomunicazioni britannico-sudanese Mo Ibrahim – noto per il suo indice Ibrahim che ogni anno premia ex governanti africani che accettano le regole della democrazia – Kagame ha detto che la Corte “nata per occuparsi del mondo intero, alla fine si occupa soltanto di Africa”.

La Corte – che ha sede nei Paesi Bassi e che è nata in seguito allo Statuto di Roma del 1998 – è in effetti stata criticata da capi di Stato e di governo di diversi Paesi africani (alcuni dei quali hanno ritirato la loro adesione) secondo cui vengono applicate misure diverse. Attualmente delle dieci inchieste portate avanti dalla Corte nove hanno riguardato Paesi africani.

Secondo Kagame, la Cpi sarebbe “uno strumento per controllare l’Africa” e perpetuare in questo modo vincoli simili a quelli che già esistevano in epoca coloniale.

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