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Francia: Bolloré nel registro degli indagati per sospetta corruzione in Africa

    di  .  Scritto  il  26 aprile 2018  alle  6:00.

Dopo due giorni e una notte in stato di fermo, nei locali dell’Ufficio centrale per la lotta alla corruzione e alle infrazioni finanziarie e fiscali (Oclciff) di Nanterre, l’industriale Vincet Bolloré è stato iscritto nel registro degli indagati.

In una nota il Gruppo Bolloré ha precisato che il finanziere “resta presunto innocente” e “potrà finalmente avere accesso a questo dossier di cui non è mai stato a conoscenza per rispondere ad accuse infondate”.

Oltre all’industriale altri due dirigenti sono stati ascoltati dalla polizia a Nanterre: il capo della divisione internazionale di Havas, Jean-Philippe Dorent e Gilles Alix, direttore generale del gruppo Bollorè. Il fermo aveva riguardato anche Francis Perez, presidente di Pefaco, società alberghiera con una forte presenza in Africa.

I due giudici d’istruzione, Aude Buresi e Serge Tournaire, noti anche per aver avviato l’inchiesta sul presunto finanziamento libico della campagna elettorale del 2007 di Nicolas Sarkozy, hanno dunque ritenuto che esistono gravi indizi sulla possibilità che il gruppo Bolloré abbia fatto ricorso a metodi illegali per acquisire contratti in Guinea e in Togo.

A portare i due giudici sulle tracce di Bolloré erano stati i legami con Perez; come riferisce la stessa Afp, Perez contava buone relazioni con Jean-Philippe Dorent (gruppo Havas), che si era in particolare occupato nel 2010 della campagna presidenziale di Alpha Condé, attuale capo di Stato guineano. Dorent si era occupato anche della campagna di Faure Gnassingbé, attuale presidente del Togo. In entrambi i casi, ai successi presidenziali erano seguiti contratti per la gestione di attività portuali andati a Bolloré.

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