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La Siria come un poligono, anche per i nuovi missili francesi

    di  .  Scritto  il  16 aprile 2018  alle  6:00.

Si chiama Mdcn, acronimo dei termini francesi ‘missile de croisière naval’, ed è la nuova arma di cui ha fatto sfoggio la Francia nell’attacco condotto contro la Siria di Bashar al-Assad insieme a Stati Uniti e Gran Bretagna.

D’altra parte, il dominio militare delle potenze occidentali si difende proprio con il progresso degli armamenti a disposizione. Anche perché dominio militare significa spesso anche prevalenza economica. E con la Russia sembra proprio che ci sia una gara all’ammodernamento degli armamenti, con il blocco occidentale probabilmente preoccupato di mantenere a debita distanza Mosca i suoi successi o presunti successi in alcuni scenari, come quello siriano.

Così, quando il presidente francese Emmanuel Macron nella notte tra venerdì e sabato scorsi ha ordinato di premere il grilletto, lo ha fatto ben sapendo che inviare questo nuovo missile aveva anche un sapore politico. In questo modo la Francia raggiunge Stati Uniti e Gran Bretagna – che hanno a disposizione i Tomahawk, e la stessa Russia che può contare sui Kalibr. In tutti i casi si tratta di missili lanciati a grande distanza da navi e in grado di colpire con estrema precisione un obiettivo in pieno territorio nemico.

A parlare d’altra parte di una “dimostrazione politica” è stato il giornale francese Le Monde che ha ricordato come la decisione di avviare questo progetto risale ai tempi della guerra in Kossovo. Una dimostrazione di come la Siria sia diventata purtroppo per la popolazione una sorta di poligono di tiro dove esercitarsi e provare gli ultimi ritrovati delle varie macchine belliche.

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