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Siria: guerra di posizioni e di ambiguità, la sorte peggiore tocca ai civili

    di  .  Scritto  il  11 aprile 2018  alle  7:00.

Forza contro forza, dente per dente. Questi i messaggi che sembrano lanciarsi a vicenda i vari attori coinvolti nel conflitto siriano. Contrastanti le motivazioni che bisogna leggere per quanto possibile nella consapevolezza che la propaganda gioca in questi casi un ruolo più che significativo.

Quel che appare certo è che la fine della minaccia rappresentata dall’Isis – che comunque riappare qui e lì sotto altre vesti – ha scoperchiato un vaso dalle conseguenze incerte. Di fronte ci sono Russia e Stati Uniti, con alcuni attori però che continuano a giocare un ruolo ambiguo.

Il principale ‘attore ambiguo’ è la Turchia: Ankara è membro della Nato ma tutte le sue partite più importanti la vedono giocare accanto a Iran e Russia oppure contro Israele, Egitto e Arabia Saudita. Posizioni che contrastano in particolare con quelle del principale componente della Nato, gli Stati Uniti.

Una guerra tra massimi sistemi, in cui i poveri civili siriani sembrano una merce di scambio sacrificabile, qualunque sia la bandiera stampata sui proiettili che in questo momento volano per i cieli della Siria.

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