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La Siria dei fronti mobili, con la Turchia il conflitto cambia pelle

    di  .  Scritto  il  23 marzo 2018  alle  6:00.

Una Siria di Assad, una Siria turca, una curda. Questa la divisione della Siria così come appare oggi con l’ultima delle tre sezioni (quella curda) sotto pressione dei turchi e delle loro milizie alleate. Poi, certo, ci sono gruppi minori che controllano piccole porzioni di territorio e c’è quel che resta dell’Isis, di cui in molti temono un riarmo o comunque un ritorno.

In un conflitto che tante volte ha cambiato pelle, gli attori più significativi in campo stanno eliminando quelle che considerano comparse. Così la Turchia sta spingendo i curdi lontano dai propri confini, accusata dagli stessi curdi di voler alterare la composizione etnica, favorendo arabi e turcomanni. Più a sud sono le truppe di Damasco a stringere d’assedio le ultime sacche ribelli attorno alla capitale.

Proprio ieri, un primo gruppo di 1500 ribelli e 6000 civili hanno lasciato Harasta, città chiave della Ghouta orientale, nell’ambito di un accordo che prevede un lasciapassare fino alla regione di Idlib controllata dai ribelli. L’assedio di Ghouta ha causato perdite tra i civili, oltre che fra i ribelli, e ha consentito agli uomini di Assad di riprendere il controllo di circa il 70% della regione.

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