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Fondi illeciti da Muammar Gheddafi, Sarkozy sotto torchio per le elezioni del 2007

    di  .  Scritto  il  22 marzo 2018  alle  6:00.

È stato interrogato ancora ieri l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy, fermato dalla polizia per un presunto finanziamento da parte della Libia di Muammar Gheddafi della sua vittoriosa campagna elettorale del 2007; il giorno prima era stato ascoltato dai magistrati fino a mezzanotte.

Il nome di Sarkozy è stato citato da diversi testimoni e il sito d’informazione Mediapart ha rivelato l’esistenza di prove in merito a tre trasferimenti di denaro. Questa documentazione sarebbe stata tenuta dall’ex ministro del petrolio libico Choukry Ghanem, ritrovato annegato a Vienna nell’aprile del 2012 in circostanze non chiare.

Le nuove grane giudiziarie per Sarkozy sono l’esito di un’inchiesta che era partita nel 2013 sulla base di centinaia di documenti e di testimonianze. L’ipotesi è quella dell’esistenza di una sorta di ‘Sistema sarkozy’, come l’ha definito il quotidiano ‘Le Monde’, ovvero di un intreccio di interessi politici, economici e diplomatici.

La seconda giornata di interrogatorio, secondo fonti citate dalla Afp, si è resa necessaria perché Sarkozy non ha risposto a tutte le domande degli inquirenti. Il fermo, secondo le norme vigenti, può durare al massimo 48 ore e può concludersi con la rimessa in libertà di Sarkozy o con il suo rinvio a giudizio. Benché l’inchiesta sia partita nel 2013, è la prima volta che l’ex capo di Stato viene sentito in merito. A essere sentito dai magistrati è anche l’eurodeputato dei repubblicani, Brice Hortefeux, già ministro degli Interni con Sarkozy.

La svolta sul fermo secondo i media francesi è legata all’emergere di alcune testimonianze chiave. Tra queste quella dell’intermediario Ziad Takieddine che sostiene di aver trasportato 5 milioni di euro da Tripoli a Parigi nel 2006 e di averli messi a disposizione dell’entourage di Sarkozy. Quest’ultimo ha sempre negato le accuse di finanziamento illecito della sua campagna.

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