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Egitto: operazione militare nel Sinai, un bilancio a doppia lettura

    di  .  Scritto  il  9 marzo 2018  alle  10:08.

Un bilancio dalla doppia lettura è stato quello che ieri in Egitto ha fatto il portavoce dell’esercito Tamer El-Refaie. Facendo un punto sull’operazione militare in corso nel Sinai dallo scorso 9 febbraio (Operation Sinai 2018), El-Refaie ha riferito che finora sono sono stati uccisi 105 terroristi (takfiri) a fronte di 16 perdite e 19 feriti tra le forze di sicurezza. Il dato che emerge, indirettamente, è quello sulla potenza di fuoco a disposizione dei gruppi armati attivi nel Sinai.

“Takfiri” è la parola araba usata per indicare i musulmani sunniti estremisti che accusano gli altri musulmani di essere miscredenti, utilizzando quindi questo ragionamento per giustificare le violenze commesse.

L’Operazione Sinai 2018 non ha un termine fissato ed è stata lanciata per confrontare questi gruppi armati nel Sinai centrale e settentrionale oltre che in altre aree del delta del Nilo e nelle aree desertiche a ovest della valle del Nilo.

Secondo i dati forniti dal portavoce, nel corso di questo primo mese di attività l’esercito ha inoltre distrutto cinque tunnel, due centri di comunicazione, 41 veicoli 4×4, 387 motociclette, 471 ordigni (ied) e una grande quantità di Tnt ed esplosivi plastici.

Il bilancio include 461 persone arrestate mentre tentavano di emigrare illegalmente, 2829 persone arrestate perché sospettate di fornire assistenza o sostegno logistico ai gruppi terroristici o perché devono rispondere di altri reati.

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