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Sri Lanka: stato d’emergenza per gli scontri tra comunità, ma le violenze non si fermano

    di  .  Scritto  il  8 marzo 2018  alle  8:00.

Dopo settimane di violenze tra le comunità etnico-religiose nella regione centrale di Kandy, le autorità dello Sri Lanka hanno dichiarato all’inizio di questa settimana lo stato d’emergenza per dieci giorni.

Il tentativo è di fermare gli scontri che vedono opposte le comunità musulmana e buddista, cominciati dopo che un gruppo di uomini musulmani è stato accusato di aver ucciso un uomo appartenente alla maggioranza della comunità buddista cingalese. In seguito all’esplosione delle violenze, decine di moschee e un centinaio abitazioni sono state danneggiate e tra le macerie di una di queste è stato ritrovato poi il cadavere di un musulmano.

A questo punto le autorità di Colombo altro non hanno potuto fare che dispiegare l’esercito nelle strade e dichiarato il coprifuoco notturno per cercare di fermare nuovi scontri. Ciò nonostante, secondo gli ultimi aggiornamenti forniti dalle forze di sicurezza cingalesi, almeno tre poliziotti sono rimasti feriti in scontri con i manifestanti a Menikhinna, quartiere alla periferia di Kandy.

“E’ una violenza organizzata – ha dichiarato alla stampa il portavoce del governo, Rajitha Senaratne – Abbiamo identificato già quattro persone responsabili degli scontri e li arresteremo molto presto”.

Nel frattempo gli operatori dei servizi di telecomunicazione hanno ricevuto l’ordine di bloccare i social network e di sospendere l’accesso a internet nella regione di Kandy, mentre la polizia indiga per arrestare chiunque ha promosso l’odio inter-comunitario su Facebook e Twitter.

Nell’isola la minoranza musulmana – che costituisce circa il 20 per cento della popolazione, su 21 milioni di abitanti – lamenta discriminazioni da parte della maggioranza cingalese buddista. Le tensioni tra le due comunità esistono da decenni, ma si sono acutizzate dopo la fine della guerra civile tra esercito dello Sri Lanka e le Tigri Tamil, un conflitto iniziato nel 1983 e terminato nel 2009 che ha causato più di 100 mila vittime e che puntava alla creazione di uno stato indipendente nel nord e nell’est dello Sri Lanka.

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