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Il Sud Sudan ricade nella guerra, si muove la comunità internazionale

    di  .  Scritto  il  11 luglio 2016  alle  6:00.

Ha richiamato alla calma e mobilitato i caschi blu a protezione dei civili il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon mentre nelle stesse ore di ieri erano in corso pesanti combattimenti a Juba, la capitale del Sud Sudan.sudsudanunmiss

Quella che era cominciata come una preoccupante scaramuccia tra gli uomini del vicepresidente Riek Machar e quelli fedeli al presidente Salva Kiir – già protagonisti del conflitto che aveva interrotto la breve vita democratica del più giovane Stato africano – si è trasformata in confronto aperto con un numero imprecisato di morti e feriti, e con conseguenze ancora da accertare sulla popolazione civile.

Secondo notizie riferite dall’Onu i combattimenti, in corso ormai da giovedì, hanno in alcuni casi coinvolto personale diplomatico e internazionale delle stesse Nazioni Unite. Ban Ki-moon ha invitato i due leader a fare di tutto per fermare le ostilità e per far rientrare i rispettivi uomini nelle basi.

“Queste violenze senza senso sono inaccettabili – ha detto il massimo rappresentante dell’Onu – e hanno il potenziale di annullare i progressi fatti nel processo di pace”.

Fonti concordanti riferiscono che compound dell’Onu e siti creati a protezione dei civili sono finiti per diventare bersaglio di conflitti a fuoco.Secondo stime di Unmiss (la locale missione Onu) sono quasi 170 mila i civili che hanno cercato rifugio nei centri designati per ospitare la popolazione in pericolo.

Indipendente dal 2011 – quando si divise dal Sudan – il Sud Sudan è diventato teatro di un conflitto interno già a fine del 2013 e ha ritrovato una pace precaria lo scorso anno ad agosto, su pressione dei Paesi vicini; sabato 9 luglio è stato il quinto anniversario dell’indipendenza ma c’è stato poco da festeggiare. A confrontarsi sono l’Esercito di liberazione del popolo sudanese (SPLA) e l’SPLA di opposizione.

Nel corso di una riunione tenuta ieri, il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha condannato i fatti di Juba e invitato il governo di transizione a condurre un’inchiesta, fermare i combattimenti, ridurre le tensioni e fermare i responsabili.

Scontri si sono però registrati anche in altre zone del Paese: tra queste una delle più interessate dalle violenze è stata Wau dove circa 70.000 persone sono fuggite.

Esponenti di entrambe le parti hanno diffuso comunicati e rilasciato dichiarazioni accusando la parte avversaria. Personalità vicine alla presidenza hanno sostenuto che Machar non avrebbe il pieno controllo dei suoi uomini e che la situazione starebbe però rientrando.

Machar avrebbe però a sua volta accusato le forze di governo di aver attaccato il quartier generale delle forze di opposizione e di essere state respinte.

A richiamare alla calma sono stati anche i Paesi vicini. Il presidente sudanese ha avuto colloqui telefonici sia con Machar che con Salva Kiir chiedendo a entrambi di adoperarsi per fermare gli scontri. Il ministro degli Esteri sudanese Ibrahim Ghandour parteciperà oggi a Nairobi a un vertice d’emergenza dell’Autorità intergovernativa di sviluppo (IGAD) dedicato proprio al riaccendersi del conflitto in Sud Sudan.

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