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Giornata mondiale del rifugiato, Siria e Congo a Roma per “Santuario e Nutrimento”

    di  .  Scritto  il  18 giugno 2013  alle  18:58.

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Una giovane rifugiata siriana / JRS

La crisi siriana e quella congolese per spiegare cosa significhi essere rifugiati e cosa significhi ospitalità. Attraverso una galleria di immagini proiettate per alcuni giorni sulla facciata della Chiesa del Gesù, a Roma, e quindi ospitata all’interno della stessa chiesa. Questa l’iniziativa presentata oggidal Jesuit Refugee Service (Jrs), l’organizzazione cattolica internazionale al servizio dei rifugiati.

Partendo dal titolo scelto per l’iniziativa “Santuario, Nutrimento”, padre Peter Balleis, direttore internazionale del Jrs, ha sottolineato come la mostra intenda rappresentare ciò a cui ogni rifugiato ha diritto: “Per chi è stato strappato dalla sua casa, la parola Santuario evoca il valore dell’aprire le porte, del tutelare i diritti umani fondamentali sacri a noi tutti”. Ma i rifugiati, ha aggiunto, “hanno anche estremo bisogno di un Nutrimento che va al di là del mero cibo, dell’acqua, di un rifugio, di indumenti, ovvero di bisogno di appagare le esigenze più profonde, quelle che alimentano le nostre esistenze, come i rapporti umani, l’amicizia compassionevole, la conoscenza, l’ospitalità”.

Padre Balleis ha ricordato gli effetti della crisi siriana e le devastazioni della guerra. “Dalla guerra – ha detto – non nasce nulla di buono, di costruttivo. Al contempo i governi occidentali e regionali devono assumersi le loro responsabilità e prestare aiuto ai paesi confinanti, come la Giordania e il Libano, che già ospitano più di un milione e mezzo di rifugiati siriani”.

Se la crisi siriana è la conseguenza di due anni di conflitto, quella vissuta dalla Repubblica democratica del Congo, e in particolare dalle sue regioni orientali è legata paradossalmente alla ricchezza del suo sottosuolo e agli interessi regionali e internazionali. Un caos, ha detto Danilo Giannese, già responsabile comunicazione del Jrs nell’Africa dei Grandi Laghi, che è frutto di interessi extracongolesi ma che genera da anni violenze a danno dei civili congolesi. A dare voce poi alla complessità di una situazione che è anche politica è stata la testimonianza di Beatrice Ngoie Mullumba, rifugiata congolese da quasi sette anni in Italia. Quest’ultima ha aperto una finestra anche sulle storture e sulle assenze del sistema di accoglienza italiano.

Un tema su cui ha particolarmente insistito padre Giovanni La Manna. Il presidente del Centro Astalli – che ha dato il suo contributo per la realizzazione dell’iniziativa – ha più volte rimproverato l’assenza di politiche di ampio respiro sull’accoglienza a livello italiano ed europeo. E ha ricordato come episodi recenti hanno anche dimostrato, che la vita dei migranti e dei richiedenti asilo viene spesso messa in secondo piano dietro logiche nazionali e internazionali miopi e irresponsabili.

La mostra Santuario, Nutrimento, presentata a Roma, sarà fruibile anche in altre città italiane. A Roma le foto saranno proiettate sulla facciata della Chiesa del Gesù, dal 18 al 20 giugno; quindi dal 18 al 30 giugno saranno mostrate all’interno della stessa chiesa.

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