Socialize

Quale futuro per la Franciafrica?

    di  .  Scritto  il  16 Ottobre 2012  alle  7:00.

Si è concluso con l’adozione di cinque risoluzioni il XIV Vertice della Francofonia che ha riunito nel fine settimana a Kinshasa una quindicina di capi di Stato e di governo, molti dei quali africani. Il documento finale, si apprende dai comunicati ufficiali, contiene un appello alla comunità internazionale a rafforzare la lotta alla pirateria marittima nel Golfo di Guinea, una risoluzione sulla buona gestione nelle industrie estrattive, una risoluzione sulle situazioni di crisi e di consolidamento della pace nelle aree francofone, una risoluzione sulla situazione in Mali e una risoluzione sulla situazione nella Repubblica Democratica del Congo, paese ospite.

Tutte le risoluzioni sono state adottate all’unanimità tranne quella sulla situazione nell’Est del Congo, per la quale il Rwanda ha contestato due articoli, quello in cui i firmatari chiedono al Consiglio di Sicurezza dell’Onu di adottare sanzioni contro i responsabili delle violenze e quello che invita il governo di Kinshasa a processare i responsabili delle violazioni dei diritti umani. La risoluzione sul Congo, che riguarda in particolare il conflitto in atto nei territori orientali, chiede ai gruppi ribelli M23, Fdlr e agli altri gruppi antigovernativi di deporre le armi e esprime sostegno alle iniziative africane in corso per tentare di trovare una soluzione al conflitto.

La risoluzione sul Congo contiene anche un paragrafo sulla situazione dei diritti umani, che era stata criticata dal presidente francese François Hollande a tre giorni dal Vertice, suscitando polemiche a Kinshasa. “Siamo orgogliosi della democrazia esercitata nel nostro paese, praticata per convinzione, non per costrizione” ha sostenuto il presidente congolese Joseph Kabila nella conferenza stampa di chiusura dell’evento. Kabila, il cui regime è spesso accusato di violazioni dalle organizzazioni di difesa dei diritti umani, è stato rieletto per un secondo mandato consecutivo al termine di elezioni fortemente contestate – e organizzate dopo un altrettanto contestata riforma del codice elettorale – tenutesi alla fine del 2011.

A Kinshasa, il presidente Hollande ha incontrato esponenti dell’opposizione, in particolare il candidato sconfitto alle presidenziali, Etienne Tshisekedi, che non ha mai riconosciuto la vittoria di Kabila e si è persino autoproclamato capo dello Stato, una mossa che non ha avuto alcun effetto sulla vita politica del paese, se non quella di rallentare i lavori parlamentari.

A confermare il suo attaccamento per la questione dei diritti umani, Hollande ha reso omaggio a Floribert Chebeya, noto attivista, presidente dell’Ong Voix des Sans Voix, assassinato nel 2010 in circostanze oscure che lasciano pensare a una responsabilità di personalità vicine al potere.

Preoccupati dalla situazione in Mali, la cui metà settentrionale è in mano a gruppi armati, alcuni dei quali legati al terrorismo internazionale, i dirigenti della Francofonia hanno chiesto al tutte le parti maliane di privilegiare il dialogo come soluzione alla crisi, tranne con i movimenti terroristi. “Esortiamo la comunità internazionale – si legge nel testo – a mobilitarsi nella lotta alla criminalità organizzata, contro il terrorismo e il traffico di droga che si sviluppano nella regione e ribadiamo la disponibilità della Francofonia nell’appoggio agli sforzi e alle iniziative della Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale e dell’Unione africana per un ritorno alla pace e alla democrazia”.

“Il futuro della francofonia è qui, in Africa. Il francese non appartiene alla Francia, vi appartiene, è vostro” ha sottolineato ancora Hollande prima di lasciare la capitale congolese. Secondo le previsioni, nel 2050 l’80% dei 700 milioni di persone francofone vivranno in Africa. Molti governi africani francofoni si stanno tuttavia rivolgendo con sempre maggiore interesse, in particolare economico, alle realtà anglofone e asiatiche.

 

 

→  Stampa articolo (o crea PDF)
→  Condividi o invia per e-mail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *