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Messico: violenza e narcos, quasi 13.000 morti nel 2011

    di  .  Scritto  il  12 gennaio 2012  alle  7:00.

Sono 12.903 le persone uccise in Messico tra Gennaio e Settembre del2011 in violenze riconducibili alla guerra tra cartelli dediti al traffico internazionale di stupefacenti che da oltre 4 anni hanno raggiunto un’intensità mai vista prima.

A diffondere questo bilancio parziale è stato l’ufficio della procura generale federale che, pur non avendo ancora diffuso i dati ufficiali, ieri ha reso noto un anticipo delle statistiche contenute nel database in cui la procura raccoglie i dati degli omicidi tra organizzazioni criminali rivali.

La Procura sottolinea come i dati evidenziano un aumento dell’11% rispetto alle cifre toccate nel 2010, ma allo stesso tempo sottolinea in una nota come questa crescita rappresenti in realtà “una significativa diminuzione” dei tassi degli anni precedenti.

Tra il 2009 e il 2010, infatti, il numero di morti per violenze legate alla Guerra alla Droga era aumentato del 70%, nel 2008-2009 del 63% e nel 2007-2008 aveva fatto registrare lo storico picco del 110%.

Tuttavia i media locali fanno notare come le cifre diffuse per il 2011 si riferiscano a un periodo di soli nove mesi e non all’intero anno.

Secondo i dati diffusi dalla procura, comunque, gli omicidi sono concentrati in 8 dei 32 Stati che compongono la Federazione messicana.

Ciudad Juarez continua ad essere tra le città più violente con 1206 omicidi, che tuttavia appaiono dimezzati rispetto ai 2500 fatti registrare l’anno precedente.

Le cifre fornite dal governo csi allineano con il bilancio delle morti violente stilato dai principali quotidiani messicani – da Reforma a Milenio, passando per La Jornada – e diffuso la settimana scorsa, che fissava a circa 12.000 persone morte le vittime nel 2011 della violenza legata al narcotraffico.

Sale così a 47.515 morti – il 90% dei quali composto da persone ritenute coinvolte nel narcotraffico e nella criminalità ad esso legata – il numero ufficiale (quello ufficioso si ritiene superi abbondantemente quota 50.000)  delle vittime della violenza criminale dall’inizio della cosiddetta “guerra alla droga” lanciata contro i narcotrafficanti dal presidente Felipe Calderon dopo il suo arrivo al potere nel dicembre del 2006.

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