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Germania, principali partiti trovano accordo su ‘Grande Coalizione’

    di  .  Scritto  il  8 febbraio 2018  alle  8:57.

L’Unione democratica cristiana (CDU), l’Unione sociale cristiana (CSU) e i socialdemocratici tedeschi (SPD) hanno raggiunto un accordo per la formazione di una nuova “grande coalizione” in grado di governare il paese.

“È tempo che la Germania abbia la prospettiva di un governo: in questo senso è un buon giorno”, ha detto Alexander Dobrindt, uno dei principali negoziatori.

I colloqui per arrivare all’accordo sono stati lunghi e oggi più di cinque mesi dopo le elezioni nazionali di settembre 2017, l’unico ostacolo rimasto alla formazione di un governo federale in Germania è un referendum interno ai membri dell’SPD sulla possibilità di unirsi a un’altra “grande coalizione”.

Come ampiamente previsto, Angela Merkel guiderà il nuovo governo come cancelliere, secondo quanto riferito dai media, un posto che ha già occupato per più di 11 anni. Il CDU controllerà anche i ministeri federali di economia, difesa, agricoltura e istruzione.

A sua volta, l’SPD si è assicurato il diritto di nominare ministri federali in dipartimenti prestigiosi come la politica estera, la finanza e il lavoro, nonché nei settori delle famiglie, della giustizia e dell’ambiente.

Il giornale Sueddeutsche Zeitung ha riferito che Martin Schulz dell’SPD avrebbe assunto la carica di ministro degli Esteri, mentre passerà la leadership del partito al leader della fazione parlamentare dell’SPD, Andrea Nahles. L’influente sindaco di Amburgo Olaf Scholz è destinato a diventare il prossimo ministro delle finanze della Germania.

Il leader della CSU Horst Seehofer sarà al timone di un ministero interno allargato nella “grande coalizione”, comprese ulteriori responsabilità per la sicurezza nazionale. I politici della CSU guideranno anche i settori del trasporto, degli affari digitali e degli aiuti allo sviluppo del governo.

Nonostante il sollievo espresso dai negoziatori mercoledì, vi sono timori che il referendum sull’accordo di coalizione possa non passerà al vaglio dei 400.000 iscritti della SPD.

Schulz affronta una forte resistenza all’interno del suo partito, compresa l’ala giovanile dell’SPD (Juso). L’SPD ha registrato il suo peggior risultato (20,5% dei voti) dalla seconda guerra mondiale nelle elezioni di settembre, provocando speculazioni sul futuro politico di Schulz.

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