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Sud Sudan: la guerra non si ferma, l’Unione Africana minaccia sanzioni

    di  .  Scritto  il  29 gennaio 2018  alle  7:00.

Sanzioni contro chi sta minando gli sforzi di condurre in porto un processo di pace ancora di fatto bloccato. È quanto promesso dal presidente della Commissione dell’Unione Africana, Moussa Faki, intervenuto ieri al 30° summit dell’organizzazione nel suo quartier generale di Addis Abeba.

Una posizione sposata dal segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, anch’egli presente nella capitale etiopica.

Nel suo discorso di apertura dei lavori, Faki ha parlato di “crudeltà incomprensibili” e di “violenze senza senso” che esigono “l’imposizione di sanzioni contro coloro i quali si oppongono alla pace”.

Tecnicamente c’è un processo di pace avviato nel 2015, rivitalizzato attraverso un cessate-il-fuoco in vigore dallo scorso 24 dicembre. Nei fatti, le violenze stanno continuando e di conseguenza le violazioni della tregua.

Presente ad Addis Abeba, il presidente sud-sudanese Salva Kiir ha ‘parlato’ tramite il ministro incaricato di seguire il processo di pace, Martin Elia Lomoro; quest’ultimo ha avvertito che “le sanzioni non possono essere imposte senza ragione” e ha sostenuto che le ricostruzioni fatte dalla stampa non corrispondono a quanto sta avvenendo in Sud Sudan.

Il Paese più giovane del continente africano, poco dopo la secessione da Khartoum, è precipitato in un conflitto civile che ha causato decine di migliaia di morti e almeno quattro milioni di sfollati.

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