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Siria: l’esercito turco entra in Siria, il sogno curdo e le ‘ragioni’ di Stato

    di  .  Scritto  il  22 gennaio 2018  alle  6:00.

Dopo averlo annunciato, dopo aver bombardato, ieri truppe turche sono entrate in territorio siriano prendendo di mira l’area di Afrin controllata dai curdi di Ypg. Uno sviluppo di fatto concordato con la Russia, il cui silenzio-assenso era essenziale perché Ankara procedesse. Di fatto, la Turchia ha preso di mira le stesse milizie sostenute dagli Stati Uniti nella guerra all’Isis.

Se non sono ancora chiari gli sviluppi sul terreno, chiaro è invece l’obiettivo già annunciato dalla Turchia ovvero la creazione di ‘un cuscinetto’ di 30 chilometri a ridosso del proprio confine.

A dare man forte alla Turchia sarebbero 25.000 uomini dell’Esercito libero siriano, alleato di Ankara; no è chiaro invece quanti siano i militari turchi impegnati nell’operazione.

Secondo diversi osservatori, l’operazione condotta dalla Turchia, al di là dei riflessi internazionali, apre un ulteriore fronte in una guerra che ha già causato mezzo milione di morti.

Il governo di Damasco ha condannato l’incursione turca, usando anche parole forti, ma l’operazione potrebbe in realtà fare comodo allo stesso Bashar al-Assad dal momento che colpisce un’area che comunque non controlla. Mosca ha a sua volta sostenuto che intende chiedere la fine dell’iniziativa turca in sede Onu mentre l’Iran, altro alleato di Damasco, ha invitato a mettere fine all’incursione per prevenire un peggioramento della crisi.

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