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R.D. Congo: vittime in proteste anti-Kabila

    di  .  Scritto  il  3 gennaio 2018  alle  7:43.

E’ di almeno 8 morti, secondo la Missione dell’Onu in Congo (Monusco), ma di tre vittime tra cui un poliziotto secondo le forze dell’ordine il bilancio provvisorio delle manifestazioni organizzate domenica 31 dicembre dai laici cattolici davanti alle parrocchie, contro la permanenza al potere del presidente Joseph Kabila.

In vari quartieri della capitale Kinshasa, ma anche in altre zone del Paese come a Kananga, nel Kasai, la protesta, che non era stata autorizzata dalle autorità, è stata repressa con forza da parte degli agenti di sicurezza. Testimoni denunciano l’uso indiscriminato dei gas lacrimogeni e delle armi contro questa manifestazione, che doveva essere pacifica, e segnare la ricorrenza del primo anniversario della firma dell’accordo politico che prevedeva elezioni entro la fine del 2017. Militari e poliziotti, sempre secondo i testimoni, non hanno esitato a lanciare lacrimogeni all’interno di una Chiesa o a chiedere l’evacuazione dei fedeli.

Le autorità avevano tagliato l’accesso a Internet prima della manifestazione. Il governo, attraverso il portavoce Lambert Mende, ha sostenuto di essere stato informato di una “distribuzione di armi” tra la popolazione per destabilizzare il regime.

L’episodio fa salire ulteriormente la tensione in Repubblica Democratica del Congo che sta attraversando una grave crisi da quando sono state rinviate le elezioni previste per la fine del 2016. L’opposizione accusa la maggioranza di fare pressione per mantenersi al potere oltre il tempo consentito. Joseph Kabila è presidente da 17 anni, dal gennaio del 2001, data dell’assassinio di suo padre, il presidente Laurent-Désiré Kabila.

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