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Libia: tra Serraj e Haftar guerra di parole e di posizione

    di  .  Scritto  il  4 settembre 2017  alle  9:24.

Guerra di parole e di posizione: questo appare il confronto tra il governo di Tripoli che fa capo a Fayez al-Serraj e Khalifa Haftar, il generale che controlla la Cirenaica e che può disporre sulla carta di una forza militare più significativa dei rivali. Ieri, Haftar ha avvertito Serraj sostenendo che non potrà esercitare azioni di governo nei territori sotto il suo controllo.

Secondo alcuni osservatori, la mossa di Serraj è legata alla nomina da parte di quest’ultimo di Faraj Egaim a vice ministro dell’Interno. Egaim era stato finora a capo della Forza di sicurezza speciale di Bengasi (in Cirenaica), ovvero di una parte del meccanismo militare predisposto nel 2014 dal governo di Tobruk.

“La nomina – ha detto Haftar in dichiarazioni rilanciate anche da Agi – costituisce un attentato contro la sicurezza nazionale e presuppone il tentativo di prendere le redini delle istituzioni militari nell’est e sotto la guida dei Fratelli musulmani e di altri gruppi terroristi”.

Ma Serraj ha dovuto registrare defezioni anche all’interno della sua compagine con tre dei sette membri del Consiglio presidenziale che hanno denunciato la pratica di decreti unilaterali firmati dal premier. Fra i tre dissidenti c’è Fathi al-Majbri (gli altri due sono ali al-Gatrani e Omar Aswad) che sembra essere il portavoce del gruppo e che lo scorso mese aveva ritirato il suo sostegno a Serraj dopo la firma dell’accordo sui migranti con l’Italia. Nei giorni scorsi Majbri è volato a Bengasi per colloqui con Haftar.

Il mosaico libico quindi appare in fase di ricomposizione. E nella partita, fra i vari attori internazionali, gioca anche la Francia. Di qualche giorno fa, la dichiarazione del ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian, che ha annunciato una sua prossima visita in Libia per dare seguito alla stretta di mano fra Haftar e Serraj, riuniti lo scorso luglio a Parigi dal presidente francese Emmanuel Macron.

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