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Libia: navi italiane e minacce di Haftar, dietro le quinte il grande gioco del potere

    di  .  Scritto  il  4 agosto 2017  alle  6:00.

La presenza di navi italiane di pattuglia davanti le coste libiche, autorizzata dal governo di Tripoli, non ha trovato simile consenso da parte del generale Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica.

Haftar solo la scorsa settimana era a Parigi dove ha stretto la mano al rivale Hafez al-Serraj, primo ministro del Governo di accordo nazionale sostenuto dalla comunità internazionale. Ma, dietro le parole bellicose del portavoce di Haftar (siamo pronti a colpire navi stranieri che si avvicinino alle coste libiche senza autorizzazione) secondo alcuni osservatori c’è soprattutto la volontà di dimostrare chi comanda davvero in Libia.

D’altra parte, se è vero che Haftar controlla solo la parte orientale del Paese, è altrettanto vero che è il solo ad avere a disposizione un’aviazione militare e ad essere quindi in grado di colpire anche a occidente.

Ieri il primo ministro italiano, Paolo Gentiloni, ha avuto un confronto con il ministro degli Affari esteri Angelino Alfano. Il punto è adesso capire come coinvolgere ufficialmente Haftar, cogliendo in qualche modo il testimone dalla Francia che sembra seguire una sua politica sulla Libia, non del tutto allineata con quella della comunità internazionale.

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