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Centrafrica: dopo la tregua firmata a Roma, ora la sfida è concretizzare sul campo

    di  .  Scritto  il  21 giugno 2017  alle  7:13.

Almeno 40 persone sono state uccise in Centrafrica all’indomani della firma di un cessate-il-fuoco mediato a Roma dalla Comunità di Sant’Egidio. L’intesa è stata firmata da rappresentanti di governo e ribelli, ma la tregua almeno nella città di Bria, a nord-est di Bangui non è stata rispettata.Centrafricamsf

Quello firmato a Roma è un “accordo politico” che dovrebbe aprire la strada del ritorno alla pace attraverso il coinvolgimento delle parti in un processo di dialogo che deve nel frattempo fare perno sulla tregua delle armi.

L’accordo è stato firmato dai rappresentanti dei numerosi gruppi politico-militari presenti in Centrafrica e dagli inviati del presidente Touadéra. Tre sono i punti principali del documento: il piano politico, quello della sicurezza e quello economico, umanitario e sociale.

Nel primo punto, oltre al cessate il fuoco sotto il controllo della comunità internazionale, si riaffermano la volontà di rispettare l’integrità del territorio nazionale, la rappresentatività e il riconoscimento di tutti i gruppi politico-militari per la ricostruzione del Paese, il rispetto dei risultati delle elezioni presidenziali e legislative del 2016 e, più in generale, il lavoro per costruire “una dinamica di riconciliazione”.

Sul piano della sicurezza si garantisce la libera circolazione delle persone e dei beni, il ristabilimento dell’autorità dello Stato su tutto il territorio nazionale mentre a livello economico, umanitario e sociale ci si impegna, tra l’altro, nell’opera di ricostruzione e nella protezione delle Ong nazionali e internazionali presenti nel Paese.

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