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Il piccolo Qatar resiste e risponde alla ragnatela imposta dai sauditi

    di  .  Scritto  il  19 giugno 2017  alle  6:00.

Il piccolo Qatar sembra in grado di resistere. Questa è una delle notizie a circa due settimane dalla decisione dell’Arabia Saudita di interrompere le relazioni con l’Emirato, di chiudere la frontiera (l’unica terrestre del Qatar) e di chiudere spazi aerei e marittimi. La decisione dell’Arabia Saudita – argomentata come il tentativo di indurre Doha a non sostenere una serie di gruppi considerati estremisti – è stata seguita da diversi Paesi.QatarDoha

Come Riad hanno interrotto le relazioni gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrain, l’Egitto, le Comore, le Maldive, la Mauritania, il Senegal, la Libia del governo di Tobruk e lo Yemen del presidente Abd-Rabbu Mansour Hadi. Ciad, Gibuti, Giordania e Niger hanno sì seguito Riad ma declassando le relazioni diplomatiche. Altri Paesi si sono infine detti pronti a mediare: Francia, Iran, Kuwait, Marocco, Pakistan, Turchia e Stati Uniti.

Il cerchio si è chiuso anche con la stretta su al-Jazeera, con Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Bahrain che hanno bloccato l’accesso al canale satellitare che fa capo al governo di Doha.

Eppure, dopo l’iniziale sbandamento, pare che il Qatar stia resistendo e che le pressioni esercitate da Riad abbiano avuto l’effetto di spingere il Paese a sostenere l’emiro. Inoltre, il Qatar ha visto i supermercati riempirsi nuovamente grazie a Turchia e Iran.

La ciliegina su questa torta l’ha messa però il presidente statunitense Donald Trump. Giorni dopo aver accusato il Qatar di sostenere il terrorismo, Trump ha dato l’ok a un accordo di vendita di armi americane a Doha. A Washington, il ministro della Difesa del Qatar ha incontrato il suo omologo James Mattis. Il Qatar verserà 21 miliardi di dollari per l’acquisto di armamenti, 12 di questi miliardi andranno subito per l’acquisto di 36 caccia F-15QA.

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