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La Russia e l’Alaska: 150 anni la vendita del secolo, ma negli Stati Uniti silenzio sull’anniversario

    di  .  Scritto  il  31 marzo 2017  alle  6:00.

E’ stata una giornata di ‘non festa’ ieri in Russia in occasione dei 150 anni della cessione dell’Alaska agli Stati Uniti d’America. Se negli Stati Uniti l’anniversario è praticamente passato inosservato, in Russia si sono alzate diverse voci di rammarico per un accordo che se non si fosse fatto avrebbe visto oggi la Russia estendersi su tre continenti, dall’Europa all’America passando per l’Asia.alaskarussia

“Se la Russia fosse stata oggi in possesso dell’Alaska, la situazione geopolitica nel mondo sarebbe stata molto diversa” ha detto Sergey Aksyonov, primo ministro della Crimea, territorio strappato da Mosca all’Ucraina solo di recente.

La Russia aveva cominciato a colonizzare l’Alaska nel 1784, impiantando centri commerciali e chiese ortodosse lungo la costa. Quasi 100 anni dopo, nel 1867, lo Zar aveva però dato il suo assenso a vendere il territorio agli Stati Uniti per la cifra di 7,2 milioni di dollari.  

Dal punto di vista russo, di quei tempi, la vendita aveva senso perché era di fatto un modo per irritare la Gran Bretagna e per intessere relazioni più strette con gli Stati uniti, non ancora grande potenza. Oggi, probabilmente, le cose sarebbero andate in maniera diversa.

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