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Iraq: il caso di Ronald Fiddler e quegli 850 andati a combattere in Medio oriente

    di  .  Scritto  il  22 febbraio 2017  alle  6:00.

Ha azionato l’innesco di un ordigno esplosivo su un’auto lanciata contro le truppe irachene che stanno cingendo d’assedio Mosul. Così è morto Ronald Fiddler, un inglese di 50 anni che da tempo si faceva chiamare Abu Zakariya al-Britani e che nel 2002 era stato anche rinchiuso a Guantanamo.Isis

Proprio questo particolare ha colpito i media britannici: Fiddler era arrivato a Guantanamo dopo essere stato catturato in Pakistan nel 2001. Gli investigatori statunitensi lo avevano rilasciato due anni dopo perché le informazioni che aveva dato sui metodi dei talebani erano state considerate utili; e Fiddler, una volta tornato in Gran Bretagna, aveva anche ricevuto un milione di sterline dal governo come risarcimento.

Eppure la strada che lo aveva condotto all’estremismo è stata nuovamente imboccata e nel 2014 Fiddler era entrato in Siria per combattere tra le file dell’Isis. Né erano riusciti a distoglierlo dai suoi intenti moglie e figli: entrati in Siria, i parenti più prossimi di Fiddler erano fuggiti in maniera precipitosa dai territori jihadisti temendo per la loro vita.

Secondo le stime del governo britannico quello di Fiddler non è un caso unico. Almeno 850 persone di nazionalità britannica sarebbero andate a combattere in Medio Oriente: metà di loro sono rientrati, il 15% sono rimasti uccisi, il resto è ancora lì a combattere.

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