Socialize

Una conferenza a Parigi su israeliani e palestinesi, pensando a Trump

    di  .  Scritto  il  16 gennaio 2017  alle  6:00.

Cosa hanno rappresentato, aggiunto, significato i colloqui intercorsi ieri a Parigi fra i rappresentanti di 70 nazioni chiamate a esprimersi sul conflitto israelo-palestinese? E quale è stata la portata dell’iniziativa anche alla luce dell’assenza dei due interlocutori principali chiamati soltanto alla fine ad ascoltare il comunicato congiunto?A Palestinian looks at the Israeli settlement Har Homa in the West Bank

Forse, come ha detto il ministro degli Esteri francese Jean-Marc Ayrault, il senso della conferenza di ieri – che ha visto per altro la parziale assenza della Gran Bretagna – era quello di mostrare al prossimo inquilino della Casa Bianca, Donald Trump, che una parte importante di mondo sostiene la soluzione dei due Stati.

Da più parti, in effetti, si sta guardando con timore alle iniziative annunciate o appena abbozzate da Trump. Una di queste prevederebbe il trasferimento dell’Ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme. Un passo che ribalterebbe decenni di politiche equilibriste perché Gerusalemme Est è da sempre considerata dai palestinesi come la futura capitale di un loro futuro eventuale Stato.

La conferenza si è chiusa con un invito rivolto a palestinesi e israeliani perché nessuno prenda iniziative unilaterali che potrebbero compromettere il buon esito di futuri negoziati.

→  Stampa articolo (o crea PDF)
→  Condividi o invia per e-mail

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>