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L’Italia si fa avanti in Libia: a Tripoli firma accordi e riapre l’Ambasciata

    di  .  Scritto  il  10 gennaio 2017  alle  6:00.

Con un’operazione annunciata già a novembre dall’allora ministro degli Esteri e ora primo ministro Paolo Gentiloni, ieri l’Italia ha alzato l’asticella della sua iniziativa diplomatica in Libia a sostegno del governo di accordo nazionale. Presentatosi a Tripoli, il ministro degli Interni Marco Minniti ha firmato un memorandum d’intesa per rafforzare la cooperazione al contrasto dell’immigrazione illegale e al traffico di esseri umani; ma ha anche annunciato l’apertura dell’Ambasciata italiana a Tripoli.libiadonne

A presentare le sue credenziali sarà oggi l’Ambasciatore Giuseppe Perrone. La notizia è stata confermata anche dal governo di accordo nazionale ed è arrivata nel corso della conferenza stampa congiunta tenuta a Tripoli da Minniti e dal ministro degli Esteri libico Mohammed Sayala.

“Dopo due anni ritorna ambasciatore italiano a Tripoli. Grande gesto di amicizia verso popolo libico. Ora più controlli su partenze migranti”. Questo è stato invece il tweet con cui il ministro degli Esteri italiano, Angelo Alfano, ha evidenziato a sua volta la notizia.

“La riapertura dell’ambasciata a Tripoli – si legge in una nota della Farnesina – è un importantissimo segnale di amicizia nei confronti di tutto il popolo libico, dell’intero popolo libico, ed è un segnale di forte fiducia nel processo di stabilizzazione di quel Paese. L’ambasciatore designato è uno dei migliori conoscitori della regione e delle tematiche politiche del Mediterraneo: ecco perché abbiamo voluto fare ricadere su di lui la scelta.

Lavoriamo, pertanto, per risultati concreti sui fronti del contrasto alla immigrazione illegale, al traffico di essere umani e sul fronte del controllo dei punti di transito migratorio alla frontiera sud fra Libia e Niger. Compatibilmente con le condizioni di sicurezza, miriamo inoltre a migliorare l’interscambio commerciale tra i nostri due Paesi, a rafforzare il raccordo tra i nostri imprenditori e quelli libici e a promuovere le opportunità di investimento, anche nel cruciale rinnovamento delle infrastrutture estrattive e nella cooperazione bilaterale nel campo delle fonti energetiche rinnovabili e degli idrocarburi non convenzionali”.

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