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Iraq: la battaglia di Mosul, la ‘fine’ dell’Isis e lo spettro di nuovi conflitti

    di  .  Scritto  il  19 ottobre 2016  alle  6:00.

La battaglia di Mosul è semplicemente la battaglia tra la coalizione (buona) e l’Isis (cattiva)? A chiederselo e dare alcune risposte è, sul quotidiano The Guardian, Jonathan Shaw, un generale che è stato comandante delle forze alleate a Bassora nel 2007.UN warns of massacre of Shias by ISIL radicals in Iraq’s Amerli

“L’unica cosa su cui i vari osservatori sembrano concordare sull’attuale battaglia di Mosul è che l’Isis sarà sconfitta militarmente e la città ripresa” scrive Shaw. Ma stanno mancando progressi, aggiunge, sul rassicurare i sunniti di Mosul perché credano nel futuro e sostengano un governo, a prevalenza sciita, che al momento sentono lontano. Questa, sostiene il generale, è la battaglia fondamentale da vincere per evitare che il ciclo di violenze continui.

Secondo Shaw, l’affermazione dell’Isis di due anni fa è legata al sostegno delle popolazioni sunnite. Fino a quando queste motivazioni non verranno meno, la sconfitta militare dell’Isis non farà altro che trasformarsi ed evolvere in qualche altra forma di conflitto settario che darà vita a nuove mutazioni di estremismo wahhabita.

Tanti sono gli attori in campo e diverse le agende, scrive ancora Shaw. “I curdi sono al momento gli alleati e la prima scelta degli Stati Uniti, ma a loro non è stata garantita la creazione di uno Stato indipendente; i turchi hanno forze militari vicino a Mosul con il pretesto della difesa dei civili, hanno anche a disposizione una milizia sunnita che agisce per loro conto; ma il loro obiettivo è la ricostituzione della provincia ottomana di Mosul come parte della Grande Turchia. E perfino le elite di Washington appaiono divise tra quanti sono concentrati su Isis e aperte a un confronto con la Russia, quanti sono favorevoli a una moderata opposizione e quanti in fine a favore di un cambio di regime”. Ecco perché, secondo Shaw, la sconfitta militare dell’Isis a Mosul non metterà fine al conflitto, ma lo cambierà.

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