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Un rapporto britannico condanna la guerra in Iraq, e Blair chiede scusa

    di  .  Scritto  il  7 luglio 2016  alle  6:00.

Ha amplificato la minaccia rappresentata da Saddam Hussein, ha inviato al fronte truppe impreparate, aveva piani post-invasione “completamente inadeguati”: questi, in sintesi, i giudizi espressi in un rapporto presentato ieri al pubblico e ai deputati britannici sull’operato dell’ex primo ministro britannico Tony Blair in merito alla decisione, risalente al 2003, di invadere l’Iraq. Da parte sua, Blair si è scusato per gli sbagli commessi ma non della decisione di andare in guerra.iraqbambinimalati

Commentando il rapporto, l’attuale primo ministro David Cameron – che all’epoca votò a favore dell’intervento militare – ha detto che si tratta di un documento importante per “imparare lezioni per il futuro”.

Il leader laburista Jeremy Corbyn ha invece detto che il rapporto dimostra come la guerra in Iraq “sia stata un’aggressione militare lanciata in virtù di un falso pretesto”. Incontrando i parenti dei militari britannici rimasti uccisi, Corbyn ha presentato formali scuse a nome del suo partito “per la disastrosa decisione di scendere in guerra”. Lo stesso ha auspicato un intervento della Corte penale internazionale per perseguire quanti responsabili dei crimini collegati all’aggressione militare.

In una nota dichiarazione rilasciata ai media, Blair ha definito la decisione di optare per la guerra come la più intensa decisione presa da capo del governo: “Le analisi di intelligence a nostra disposizione in quel momento – ha detto – si sono rivelate sbagliate, il post-conflitto ancora più ostile e cruento di quanto avessimo immaginato… volevamo liberare una nazione da Saddam invece l’abbiamo trasformata in un luogo di vittime del terrorismo settario”.

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