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Stati Uniti: l’irrefrenabile marcia di Trump e la crisi di un vecchio partito

    di  .  Scritto  il  29 marzo 2016  alle  6:00.

In un momento in cui il Partito Repubblicano statunitense collassa su stesso sotto i colpi dell’avanzata di Donald Trump, gli stessi leader repubblicani fanno ancora fatica a comprendere l’ascesa di Trump, la sia abilità a cavalcare la scena nonostante le sue proposte politiche sembrino quanto meno irrealistiche.StatiUnitiTrump3

Ma la storia, scrive in un lungo articolo il New York Times, è anche quella di un partito che sembra aver abbandonato lo zoccolo duro dei suoi sostenitori – lavoratori di fabbriche e piccoli imprenditori – a favore di sponsor e lobbisti. Se questi ultimi si sono arricchiti, negli ultimi anni sono stati i primi a perdere potere d’acquisto e ricchezza.

Così Trump altro non sarebbe se non un abile politico che è riuscito a far arrivare il suo messaggio a una platea di insoddisfatti che adesso lo sta votando in massa per rappresentare il Partito Repubblicano alle prossime elezioni.

“Questa è davvero una crisi dell’elite alla guida del partito e oltre ancora una crisi dei funzionari di partito e di un’intera generazione di repubblicani inseriti nella struttura di potere” ha detto Ari Fleischer, che curò i rapporti con la stampa per l’ex presidente George W. Bush.

Alcuni osservatori fanno risalire la crisi repubblicana alla crisi economica di otto anni fa: in quel momento molti repubblicani divennero scettici del sistema bancario, mentre i leader di partito cercarono di minimizzare la questione.

Questa situazione ha avuto effetti anche su fronte democratico. Ma mentre nel Partito democratico Bernie Sanders è riuscito a sottrarre qualche delegato a Hillary Clinton, in quello repubblicano la corsa di Trump è risultata irrefrenabile.

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