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Burkina Faso: domenica al voto per eleggere Presidente e Parlamento

    di  .  Scritto  il  27 novembre 2015  alle  8:49.

Ouagadougou_roadSi sta avvicinando l’appuntamento elettorale che porrà fine al periodo di transizione politica in Burkina Faso: domenica 29 novembre, 5,5 milioni di cittadini sono convocati alle urne per eleggere il nuovo presidente della Repubblica e i 127 deputati dell’Assemblea Nazionale.

C’è grande attesa per queste elezioni che segneranno una svolta con un passato caratterizzato dalla permanenza per 27 anni di Blaise Compaoré alla presidenza, abbandonata il 31 ottobre del 2014 sotto la pressione di una rivolta popolare contro la sua volontà di modificare la Costituzione.

Per molti queste sono considerate le prime elezioni veramente libere e trasparenti dell’ultimo quarto di secolo, anche se gli analisti ricordano che ci vorrà de tempo prima di trasformare profondamente i meccanismi di un sistema cliente lista che ha regnato a lungo.

Sono 14 i candidati in lizza per la poltrona presidenziale e tra di loro spiccano tre nominativi, ritenuti potenziali vincitori:  Rock Marc Christian Kaboré, già esponente dell’ex partito di governo dal quale è fuoriuscito nel 2012 , presidente del Movimento per il popolo e il progresso (Mpp), Zephirin Diabré, già ministro dell’Economia, dell’Industria e delle Miniere, delle Finanze, già direttore del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo ed ex chairman del gruppo francese del nucleare Areva per la regione Africa e Medio Oriente, presidente dell’Unione per il progresso e il cambiamento, e Bénéwendé Sankara, oppositore di lunga data del vecchio regime, presidente dell’Unione per la rinascita/Movimento sankarista sankarista.

La Commissione elettorale nazionale indipendente ha promesso un voto nella massima trasparenza e risultati comunicati nel più breve tempo possibile. La missione degli osservatori dell’Unione Europea si trova già sul posto.

La transizione è attualmente guidata dal colonnello Isaac Zica, con l’incarico di primo ministro, e dal presidente Michel Kafando.

Secondo il nuovo codice elettorale adottato dal Consiglio nazionale di transizione ai primi di aprile, è ineleggibile “chiunque abbia sostenuto un cambiamento anticostituzionale”, che abbia leso i principi dell’alternanza democratica e in particolare alla limitazione del numero dei mandati presidenziali. Il testo è stato fortemente criticato da esponenti dell’ex partito al potere, il Congresso per la democrazia e il progresso, oggi nell’opposizione.

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