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Accuse da Tobruk all’Italia, vertice ad Algeri per accelerare processo di dialogo

    di  .  Scritto  il  1 novembre 2015  alle  19:45.

Prima le accuse del governo di Tobruk – riconosciuto da una parte della comunità internazionale – che ha denunciato la presenza di tre navi da guerra italiane al largo di Bengasi, in acque libiche, poi la profanazione del cimitero italiano di Tripoli. Ribalta della cronaca ieri per l’Italia che però, attraverso il ministero degli Esteri ha smentito la presenza di navi se non in acque internazionali e ha affidato a una nota i commenti sui fatti di Tripoli.libiacnt

Il ministero, si legge nella nota, “deplora l’ennesima barbara profanazione del cimitero cattolico italiano Hammangi di Tripoli da parte di sconosciuti. La profanazione di un luogo sacro è un gesto vile, di profonda inciviltà e intolleranza, tanto più grave perché perpetrato oggi (ieri, ndr), quando in Italia e in altri paesi è consuetudine recarsi nei cimiteri a rendere un saluto ai propri cari defunti”.

Questi episodi sono giunti alla vigilia di un vertice in programma oggi ad Algeri che vedrà riuniti i ministri degli Esteri di Algeria, Egitto e Italia per discutere della situazione in Libia. I tre ministri dovrebbero fare il punto e definire strategie atte a favorire la costituzione in Libia di un governo di unità nazionale in grado di gestire il potere e di riprendere il controllo del territorio. Tra gli obiettivi, ha anticipato una nota del governo algerino, ci sarà quello di vagliare quali strumenti possano consentire di accelerare il processo di dialogo in corso tra le varie fazioni libiche. Contemporaneamente l’alto rappresentante europeo per gli affari esteri, Federica Mogherini, sarà oggi e domani in Egitto per parlare di Libia con il presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi e, quindi, con il ministro degli Esteri Shukry.

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