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Argentina, elezioni: il primo turno non basta, si va a uno storico ballottaggio

    di  .  Scritto  il  26 ottobre 2015  alle  6:54.

Per la prima volta servirà un secondo turno in Argentina per conoscere il nome del prossimo capo dello Stato. Questo è stato il verdetto delle elezioni tenutesi ieri, a sfidarsi il 22 novembre nella sfida decisiva saranno Daniel Scioli, candidato di centro-sinistra sostenuto dal presidente uscente Cristina Kirchner Fernandez, e il sindaco conservatore di Buenos Aires Mauricio Macri.Macri, presidential candidate of Cambiemos (Let's Change) coalition waves to his supporters after election in Buenos Aires

Quando lo spogio dei voti era arrivato al 85%, i due si stavano confrontando su una simile soglia di preferenze, circa il 35% a testa cpn Scioli leggermente in vantaggio. Non sufficiente a vincere direttamente al primo turno.

Smentiti i sondaggi di una settimana fa che davano Scioli con dieci punti percentuali di vantaggio. Macri, tradizionalmente forte nella capitale, ha messo in difficoltà il Fronbte per la vittoria, al portere dal 2003, anche nelle altre regioni del paese.

Nell’ultima fase della campagna elettorale, Scioli ha promesso tagli alle tasse per i meno abbienti, e azioni per ridurre l’inflazione adesso a due cifre. Parlando ai suoi soetnitori, Macri ha sottolineato la portata storica dell’evento considerando il raggiungimento del secondo turno già una vittoria.

Subito dietro il duo di testa, con circa il 21% delle preferenze si è piazzato un ex alleato di Cristina Fernandez, Sergio Massa, seguito da Margarita Stolbizer, Nicolas Del Cano (2,7%) e Adolfo Rodriguez Saa.

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