Socialize

La crisi cinese rallenta la corsa dell’Africa, preziose lezioni per il futuro

    di  .  Scritto  il  10 ottobre 2015  alle  8:44.

L’economia dei paesi dell’Africa Sub-Sahariana conoscerà nel 2015 forse il più importante rallentamento registrato negli ultimi 10-15 anni.

A sostenerlo è l’ultimo rapporto Africa’s Pulse (il Battito dell’Africa) realizzato ogni semestre dalla Banca Mondiale, nel quale si precisa che la riduzione dei prezzi delle materie prime sui mercati internazionali (petrolio e non solo) e il rallentamento della domanda da parte della Cina (primo partner commerciale individuale della regione a sud del Sahara) porteranno l’economia dell’Africa Sub-Sahariana a registrare nel 2015 una crescita del 3,7%.sudafricataxi

Secondo le previsioni degli esperti economisti della Banca Mondiale solo cinque paesi – Costa d’Avorio, Etiopia, Mozambico, Rwanda e Tanzania – riusciranno a mantenere un tasso di crescita intorno al 7% quest’anno.

Tuttavia, sempre la Banca Mondiale evidenzia come già dal 2016 e 2017 la crescita della regione dell’Africa Sub-Sahariana tornerà a far registrare una tendenza all’aumento, riprendendo la traiettoria verso l’alto che ha caratterizzato gli ultimi 10 anni.

Lo studio di Banca Mondiale evidenzia comunque come dalle difficoltà che molte economie del continente hanno registrato quest’anno i governi africani possano ricavare molte lezioni per il futuro.

Il rallentamento della crescita che si registrerà nel 2015 riflette gli effetti combinati di difficili condizioni globali e di problemi domestici. Gli esportatori di materie prime della regione – soprattutto i produttori di petrolio come l’Angola, la Guinea Equatoriale, la Nigeria e la Repubblica del Congo, ma anche i produttori di minerali e metalli come Botswana e Mauritania – registreranno i contraccolpi più forti rispetto alla loro crescita. In Alcuni casi, i freni alla crescita, come nel caso di Sudafrica e Zambia, sono aggravati da fattori domestici e soprattutto dai problemi di continuità nell’approvvigionamento energetico per le aziende nazionali. In altri casi, tensioni politiche e sociali hanno presentato il conto anche all’attività economica nazionale (come nel caso di Burundi e Sud Sudan).

A pesare quest’anno sarà infine il rallentamento della Cina, partner commerciale sempre più importante per la regione. Le esportazioni della regione sub-sahariana verso la Cina sono concentrate in materie prime: 60% minerali e metalli e 21% idrocarburi. I segni di rallentamento mostrati negli ultimi mesi dalla seconda principale economica del pianeta hanno mostrato tutto il potenziale di conseguenze nefaste per l’Africa Sub-Sahariana.

 

→  Stampa articolo (o crea PDF)
→  Condividi o invia per e-mail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *