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Colombia: la lotta impari dei ‘campesinos’, aspettando la pace

    di  .  Scritto  il  4 settembre 2015  alle  8:59.

colombiacafeterosSono almeno sette milioni i ‘campesinos’ strappati con la forza alle loro terre a causa del conflitto armato che da oltre mezzo secolo imperversa in Colombia, nell’attesa, in qualche modo diluita rispetto alle aspettative iniziali, che la pace sia firmata fra il governo e le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc).

Il dato drammatico lo ha fornito Eberto Díaz, presidente della Federación Sindical Agraria (Fensuagro), parlando al programma Agenda Abierta di teleSUR. Díaz è stato estremamente critico con l’amministrazione del presidente in carica, Juan Manuel Santos: i contadini colombiani, secondo i calcoli di Fensuagro, hanno perso fino a 10 milioni di ettari di terre che rappresentavano la loro sussistenza.

Come se non bastasse, i risultati del terzo censimento del settore  –  Tercer Censo Nacional Agropecuario 2015 – presentati dal Dipartimento nazionale di statistiche (Dane), mostrano che appena il 6,3% dell’area rurale che i ‘campesinos’ sono stati obbligati ad abbandonare è oggi destinata alla semina di coltivazioni legali.

Il dato ha reso inquieto lo stesso presidente Santos, che ha ammesso le lacune dello Stato: “Le aree rurali sono enormemente arretrate rispetto al resto del paese e proprio lì si concentrano la povertà e la disuguaglianza. Se vogliamo la pace – ha detto al portale La FM – dobbiamo prestare a queste aree molta più attenzione”.

Díaz ha invece riportato l’attenzione sul fatto che oltre gli indici di povertà, “oggi l’80% della popolazione rurale non ha accesso all’energia elettrica e il 59% all’acqua potabile”. E le banche, ha aggiunto, non hanno modificato le condizioni per la concessione di prestiti ai ‘campesinos’ che di fatto non sono in grado di competere con le grande società dell’agribusiness e possono solo vendere al miglior offerente la loro forza-lavoro.

Se il governo non fisserà nuovi parametri a fronte dei cosiddetti Trattati di libero commercio con le economie europee e nordamericane e le loro politiche dei sussidi agli agricoltori, ha avvertito Díaz, la lotta per la sopravvivenza dei ‘campesinos’ colombiani sarà inevitabilmente persa.

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