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Messico: l’invasione dei ‘chiles’ cinesi

    di  .  Scritto  il  18 agosto 2015  alle  6:00.

Il Messico, “paese del piccante” ne è ormai invaso. Il “chile”, il peperoncino,  proveniente  dalla Cina è sbarcato anche qui e surclassa la produzione locale per il costo, se non per il gusto. È sempre più facile infatti acquistare al mercato a prezzi modici il “chile chino”, è il più economico e le famiglie che vivono con un tetto di spesa massima all’equivalente di 200 dollari al mese (circa 3300 pesos) lo scelgono come unica opzione. Ma forse non comprendono il danno che così facendo portano alla produzione nazionale.messicopeperoncino

In media il “chile chino” costa appena un dollaro al chilo, contro i 33 pesos del “jalapeño mexicano”, praticamente la metà. Per gli intenditori, il peperoncino messicano è più lungo e largo, il profumo del piccante arriva subito alle narici, mentre il cinese, più avvitato e sottile “non farebbe piangere neppure un bambino”. Ciononostante, il prezzo ha fatto sì che il 30% del mercato nazionale del “chile” sia ormai passato alla produzione cinese (ma anche indiana), una tendenza che si prevede in crescita.

Del resto, il mercato messicano del piccante è estremamente competitivo: è il più grande al livello globale con un consumo pro capite medio di 15 chilogrammi a persona e gli oltre 12.000 agricoltori messicani negli ultimi mesi hanno dovuto pagare le conseguenze di una piaga che ne ha fortemente ridotto la raccolta. Attualmente in Messico si produce il 6,5% del peperoncino fresco sul piano mondiale, ma dalla Cina proviene il 54% del totale.

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