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Messico: le strategie del “Chapo” Guzmán, il boss imprendibile

    di  .  Scritto  il  17 agosto 2015  alle  6:00.

Aerei, sottomarini, yacht, treni, camion e lunghissimi tunnel scavati sotto la frontiera fra il Messico e gli Stati Uniti. Il superlatitante Joaquín “El Chapo” Guzmán, boss del cartello della droga di Sinaloa, ha usato ogni mezzo per trasportare tonnellate di droga eludendo qualsiasi sorveglianza, secondo gli atti d’accusa raccolti da diversi tribunali statunitensi, di cui è filtrata parte dei contenuti. Colui che ha ottenuto dalla Casa Bianca il controverso appellativo di “nemico pubblico numero 1” dopo la morte di Osama Bin Laden è scappato un mese fa, per la seconda volta, da un carcere di massima sicurezza.messicojoaquin-el-chapo-guzman

Con migliaia di morti alle spalle, il narcotrafficante è una vecchia conoscenza della polizia statunitense che ha posto sulla sua testa una taglia di cinque milioni di dollari; denaro che si somma ai 60 milioni di pesos – circa altri 4 milioni di dollari – di ricompensa promessi dal governo messicano. “L’accusato  Joaquín Guzmán ha organizzato il trasferimento di cocaina dalla Colombia al’interno del Messico, dal Messico alla frontiera e in seguito dentro e attraverso gli Stati Uniti utilizzando diversi mezzi” si legge in un documento dell’accusa, depositato presso la Corte Federale del Distretto Sud della California.

“El Chapo”, detto anche il “Señor de los Suelos” per la sua comprovata capacità di sfuggire alla polizia passando sotto terra, anche l’ultima volta, 17 mesi dopo la sua cattura, il boss ce l’ha fatta grazie a un tunnel di 1500 metri, scavato nella zona delle docce della prigione Altiplano I, nello stato centrale di México, fino a raggiungere una casa in costruzione.

All’inizio di agosto, le autorità messicane hanno scoperto a Tijuana, al confine con gli Usa, un altro “narcotunnel”, presumibilmente sempre appartenente al cartello di Sinaloa, in fase di scavo; lungo 126 metri, a una profondità di circa 6 metri, il tunnel non aveva sbocchi in territorio americano ma era dotato di rotaie, tubature ed altri elementi rinvenuti sulla scena di precedenti fughe di “El Chapo”.

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