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Repubblica Dominicana: la storia di José, campione che lotta nella baraccopoli

    di  .  Scritto  il  13 agosto 2015  alle  7:14.

La vera lotta che ogni giorno Josué Encarnación è costretto a praticare, non è quella che ha regalato all’atleta e alla “sua” Repubblica Dominicana il bronzo agli ultimi Giochi Panamericani di Toronto. Quella di Josué è una lotta per la sopravvivenza fra la baracche col tetto di lamiera del barrio Villa Esperanza di Azua, distante un centinaio di chilometri da Santo Domingo, dov’è nato e dov’è rimasto.dominicaJosué Encarnación

“Quando piove bisogna uscire, mettere un po’ di zinco o sistemare la guaina, spostare il letto per non farlo bagnare. È una situazione molto penosa” ammette il giovane dominicano, 23 anni, in un video che lui stesso ha voluto diffondere per far conoscere una realtà pressoché ignorata dai più.

“Il tetto sta crollando, dobbiamo cambiarlo” aggiunge José, che in quella baracca di pochi metri quadrati ci vive con altre cinque persone. E quella non è nemmeno casa sua, ma l’eredità della nonna Ana Antonia Encarnación, scomparsa nel 2013, per lui e per tutti quelli che ci abitano ancora.

“Con il poco denaro che ho avuto quando ho ottenuto l’argento ai Giochi Panamericani di Veracruz lo scorso anno ho potuto comprare un piccolo terreno, ma il mio stipendio non mi aiuta ad andare avanti” dice l’atleta nel suo video. Con tristezza, ricorda che nel 2011 la sua fatiscente casa andò a fuoco e bruciò tutto, medaglie, diplomi, le tenute da gara; con l’aiuto dei vicini, almeno le pareti sono rimaste in piedi, traballanti. Ora quando vince una medaglia José la affida alla cugina, perché la tenga al sicuro. Lui non ne ha i mezzi.

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