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Colombia: si scava a Medellín cercando i ‘desaparecidos’

    di  .  Scritto  il  31 luglio 2015  alle  11:49.

Potrebbe rivelarsi la più grande fossa comune in un centro urbano al mondo, capace di contenere fino a 300 corpi, quella che gli antropologi forensi colombiani hanno cominciato a cercare fra cumuli di immondizia nella Comuna 13, una baraccopoli della turbolenta periferia di Medellín. “Dopo tutti questi anni, abbiamo almeno una goccia di speranza di ritrovare i nostri cari” mormora Alejandra Balvin, parente di uno dei ‘desaparecidos’ che si spera di ritrovare spostando circa 20.000 tonnellate di terra nell’arco dei prossimi cinque mesi.colombiamedellincomuna13

In una toccante cerimonia prima dell’inizio degli scavi è stato ricordato che la scomparsa di un numero ancora imprecisato di civili, fra i 90 e i 300, risale al 2002, quando l’esercito lanciò un’operazione contro i ribelli di sinistra. L’azione fu ordinata dall’allora presidente conservatore Alvaro Uribe: una volta cacciata la guerriglia dalla Comuna 13, i paramilitari di ultra-destra ne presero il posto insieme a bande criminali di ogni foggia: a loro vengono attribuiti i più efferati crimini contro gli abitanti dell’area.

“E’ molto difficile dire con esattezza chi abbia messo questi corpi in questo luogo. Potrebbero essere stati i paramilitari, la guerriglia o anche le forze di sicurezza dello Stato, purtroppo tristemente note per questo tipo di azioni” spiega Rolando Ochoa, docente della Australian National University, ricordando che la lotta per il controllo del mercato della droga ha sempre dominato la vita di Medellín, esacerbando il conflitto interno. “Negli anni Ottanta e Novanta i cartelli attivi in Colombia finirono per essere direttamente coinvolti nella guerra, da un lato o dall’altro delle barricate” aggiunge l’esperto ricordando il re della droga che proprio qui fece la sua fortuna, Pablo Escobar, prima di venire ucciso nel 1993.

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