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Zimbabwe: il re della foresta ucciso da un dentista del Minnesota

    di  .  Scritto  il  30 luglio 2015  alle  9:27.

E, così, sarebbe un dentista del Minnesota di nome Walter Palmer, padre di due figli, il bracconiere più ricercato dell’Africa, l’assassinio di “Cecil the Lion”, il leone più amato dello Zimbabwe e forse dell’intero Continente trovato cadavere il 1° luglio. Un omicida che non ha badato a spese – si ritiene abbia pagato almeno 50.000 dollari – per il “piacere” di uccidere il ‘re’ indiscusso dello Hwange National Park.zimbabweleone

Palmer è ufficialmente indagato per aver cacciato il leone e averlo dapprima ferito con una balestra, per poi inseguirlo per ben 40 ore prima di finirlo a colpi di fucile. Secondo il racconto di Johnny Rodrigues, della Zimbabwe Conservation Task Force, Palmer avrebbe usufruito dei “servizi” di due zimbabwani – uno dei due, rinviati a giudizio ad agosto, è Theo Bronkhorst, fondatore del Bushman Safaris Zimbabwe – infierendo sulla sua preda, decapitandola per esibirne la testa come trofeo, scuoiandola e abbandonandone la carcassa nella foresta, fuori dai limiti del parco naturale protetto.

Stando a dichiarazioni rilasciati da un portavoce al Guardian, il cacciatore “ritiene di poter essere stato lui a sparare al leone”, ma, evidentemente, non ravvede alcun illecito, benché mai di natura etica. Sta di fatto che, a scanso di equivoci, il suo studio dentistico da martedì è cautamente chiuso, mentre sono già 12.000 le firme raccolte con una petizione online per chiedere giustizia per “Cecil the Lion”, ma anche per le decine di vittime di Palmer, dagli orsi polari, ai rinoceronti, ai bisonti ai puma. Già nel 2009, in un’intervista rilasciata al New York Times Palmer si vantava di aver cominciato a sparare a soli cinque anni e di essere capace di infilzare con la freccia una carta da gioco a 100 yard di distanza, palesando la sua massima ambizione, quella di fissare nuovi record di caccia con l’arco; appena un anno prima si era dichiarato colpevole per aver mentito a due ufficiali federali sul luogo esatte in cui aveva ucciso un orso bruno nel nord Winsconsin nel 2006.

Intanto, con la scomparsa del grande Cecil, la popolazione dei leoni africani è sempre più orfana: negli ultimi trent’anni si è drammaticamente ridotta del 60% e si teme che con la scomparsa di Cecil siano destinati alla morte anche i sette cuccioli del suo branco, vittime della lotta per l’affermazione del nuovo maschio dominante.

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