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Argentina: vittoria amara per Macri a Buenos Aires

    di  .  Scritto  il  22 luglio 2015  alle  11:21.

Fare proprio lo slogan “Io corro da solo”, già largamente abusato in altre località del pianeta, non ha giovato granché al sindaco conservatore di Buenos Aires e aspirante alla Casa Rosada Mauricio Macri. Il leader di Pro-Propuesta Republicana (destra) è riuscito per uno stretto margine a conservare il potere nella capitale al secondo turno con il suo braccio destro, Horacio Rodríguez Larreta; opinione diffusa fra gli osservatori è che sia più che sorprendente, non tanto l’affermazione di quest’ultimo, quanto il misero 3,3% di voti racimolati in più del candidato del fronte di centro-sinistra Eco, Martín Lousteau, quando i sondaggi vaticinavano oltre dieci punti percentuali di distacco.argentinamacri

È indubbio che Macri puntasse su un trionfo assai più ampio per consolidare la sua posizione di principale sfidante del kirchnerismo alle presidenziali del prossimo ottobre. Ma ecco che, nelle parole dell’analista Rosendo Fraga, il Pro, al potere a Buenos Aires dal 2007, ha ottenuto una vittoria amara, “una vittoria che sa di poco e che, forse, per lui sarà un ostacolo”.

Per il collega Patricio Giusto, il risultato raccolto dal Pro rappresenta finanche un “segnale d’allarme”. Se l’esito nella capitale avrà influenza o meno sulle primarie simultanee e obbligatorie per tutti i partiti – le “Paso” – bisognerà aspettare il 9 agosto. Quel giorno, tutta l’attenzione sarà rivolta a Buenos Aires, il principale distretto elettorale argentino, che rappresenta il 38% degli aventi diritto sul territorio nazionale; una regione governata da Daniel Scioli, l’uomo su cui punta il kirchnerismo al voto d’autunno.

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