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Venezuela: crisi e pressioni, a dicembre il ‘chavismo’ alla prova delle urne

    di  .  Scritto  il  29 giugno 2015  alle  8:17.

Il governo venezuelano ha infine fissato al 6 dicembre le cruciali elezioni parlamentari previste entro l’anno, un appuntamento che costringerà il ‘chavismo’ a mostrare i muscoli in uno dei peggiori momenti della sua storia, con la più che diffusa percezione che lo scenario nazionale sia definitivamente in crisi e che le possibilità di un miglioramento non siano vicine.venezuelaproteste

Ciononostante, gli analisti prevedono che sarà dura anche per l’opposizione conquistare la maggioranza dei seggi in una sfida tesa e complessa contro l’esecutivo di Nicolás Maduro. “Per il governo è una questione di sopravvivenza – sostiene da Londra Diego Moya-Ocampos, analista di IHS Global Insight – se dovesse perdere, infatti, la mappa politica del paese cambierebbe radicalmente. Un fallimento – aggiunge – costringerebbe chi sostiene Maduro a riorganizzarsi”. Secondo alcuni sondaggi, la popolarità dell’erede di Hugo Chávez sarebbe crollata fino al 15%, poiché indicato come il principale responsabile della crisi economica che sofre il paese petrolifero sudamericano.

Il ‘chavismo’ in sé gode di migliore salute, è stimato attorno al 25%, un dato comunque fra i più bassi registrati nell’arco dei 16 anni della cosiddetta Revolución Bolivariana. È un fatto che il Consejo Nacional Electoral (CNE), controllato dal ‘chavismo’, è contestato e messo in dubbio sulle capacità di realizzare elezioni libere e trasparenti, avendo assegnato la vittoria alle presidenziali del 2013 a Maduro, nonostante uno scarto di appena 224.000 voti (l’1,49% del totale) sullo sfidante Henrique Capriles. E in questo caso, anche organi di osservazione elettorale ritenuti super partes come il Centro Carter hanno espresso perplessità sul risultato finale del voto.

Già nel 2010, in occasione delle legislative, il CNE decise di apportare importanti cambiamenti, dando maggiore peso ai suffragi espressi nelle aree rurali, tradizionalmente dominate dal ‘chavismo’, che finì per ottenere il 60% dei seggi della Asamblea Nacional. Per Antonio De La Cruz, direttore di American Trends, il governo avrebbe ritardato l’annuncio della data dello scrutinio di fine anno nel pieno di una congiuntura economica che non promette cambiamenti in positivo di rilievo sul breve termine. Nel frattempo, le pressioni internazionali su Caracas si sono fatte sempre più incalzanti.

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