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Colombia: vietata la rielezione presidenziale, da Santos una ‘lezione’ a Uribe

    di  .  Scritto  il  8 giugno 2015  alle  7:57.

Non potrà essere eletto presidente il cittadino che a qualsiasi titolo abbia già esercitato la presidenza”: è quanto sancisce l’articolo con cui è stata cancellata dalla Costituzione della Colombia la rielezione del capo dello Stato; un’opzione introdotta nel 2004 dall’allora presidente conservatore Álvaro Uribe, approvata a suon di “mazzette”, che il suo successore Juan Manuel Santos aveva promesso di eliminare. Con 90 voti favorevoli e soli dieci contrari – quelli del Centro Democrático dell’oggi senatore Uribe – Santos “ha rispettato la parola data”, come comunicato in una nota ufficiale. La cancellazione della rielezione presidenziale rientra in un progetto di riforme politiche mirate a garantire l’equilibrio dei poteri.colombia

L’articolo approvato stabilisce inoltre che solo attraverso un referendum di iniziativa popolare o un’assemblea costituente si potrà tornare indietro. La Colombia assiste dunque a una fine ingloriosa per il controverso emendamento alla Carta nazionale apportato undici anni fa da Uribe, grazie a un voto e ad un’assenza in aula “comprati” – lo scandalo conosciuto come ‘Yidispolítica’ – e che gli consentì la conferma alle urne nel 2006. Ad aprile, per la vicenda la Corte Suprema di Giustizia ha condannato a 80 mesi di prigione gli ex ministri dell’Interno e della Giustizia Sabas Pretelt (già ambasciatore in Italia, ndr) e della Previdenza sociale, Diego Palacio; all’ex segretario della presidenza Alberto Velásquez sono stati comminati invece 60 mesi.

La massima corte ha stabilito che “seguendo le istruzioni dell’allora presidente Álvaro Uribe” i tre, “disposero del potere che gli conferivano i loro alti incarichi per pagare…il voto favorevole di Yidis Medina e l’assenza di Teodolindo Avendaño”, i due ex parlamentari coinvolti nello scandalo. Nonostante l’inchiesta, aperta nel 2008, Uribe era più che mai deciso a presentarsi alle urne anche nel 2010 per un terzo mandato, una possibilità che la Corte Costituzionale gli ha negato in occasione del voto poi vinto da Santos. Ironia della sorte, proprio Santos, di cui oggi Uribe è il più feroce avversario, ha potuto beneficiare della stessa riforma e guadagnarsi l’anno scorso il suo secondo (e ultimo) mandato.

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