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Iran, in piazza per celebrare l’accordo sul nucleare che piace anche a Obama

    di  .  Scritto  il  3 aprile 2015  alle  9:47.

E’ stato definito un “historic understanding” dal presidente statunitense Barack Obama, l’accordo firmato ieri in Svizzera sul programma nucleare iraniano. Se l’Iran non manterrà le promesse fatte, a saperlo sarà tutto il mondo, ha aggiunto Obama sottolineando comunque la capacità della comunità internazionale di “risolvere una delle più gravi minacce alla sicurezza in maniera pacifica”.Irannucleare

Soddisfazione è stata espressa anche dal ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif: “Abbiamo costruito muta sfiducia in passato, spero adesso che si possa rimediare a una parte di questa sfiducia”.

L’intesa prevede dei parametri da rispettare da parte di Teheran che dovrà ridurre il numero di centrifughe utilizzate per l’arricchimento dell’uranio, dovrà ridisegnare una cenrale in maniera che non possa essere utilizzata per la costruzione di armamenti nucleari; l’Iran sarà inoltre soggetta a regolri ispezioni e per 15 anni non potrà arricchire l’uranio oltre il 3,67%, una soglia di gran lunga più bassa rispetto a quanto necessario per la fabbricazione di una testata nucleare.

L’Iran ha accolto la notizia con celebrazioni in strada e Zarif è stato accolto in aeroporto come un eroe. Critiche sono però state espresse da alcuni ambienti secondo cui le concessioni sarebbero state eccessive.

“Oltre ai punti specifici dell’accordo, va evidenziato che questo è il risultato dell’azione congiunta di diverse potenze leader (5+1), tra cui Stati Uniti e Russia, dimostrando la positività di tale intesa a livello della sicurezza internazionale quando essa si verifica” ha riferito in una nota l’Archivio Disarmo di Roma. “Se, come stabilisce l’accordo – si legge ancora – occorrerà vigilare affinché non si ripetano casi come quello della Corea del Nord, che ha realizzato tale arma nonostante i controlli internazionali, è opportuno ricordare che la questione nucleare rimane comunque una delle questioni aperte sulla scena internazionale”.

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