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Libia: dopo i raid aerei egiziani, la mappa del potere e del caos

    di  .  Scritto  il  17 febbraio 2015  alle  6:00.

Dopo il video che mostra la morte di 21 egiziani in Libia, apparentemente uccisi perché cristiani da uomini in tenuta nera dello Stato Islamico e dopo i successivi raid dell’aviazione egiziana su Derna e dintorni, ieri fonti locali hanno riferito del rapimento di altri egiziani. Questa volta gli ostaggi, secondo alcuni giornali libici, sarebbero 35. In attesa di conferme, l’aviazione del governo riconosciuto dalla comunità internazionale ha avvertito ieri la popolazione di alcune città – Ghariyan, Sabratha, Zawia, Zuwara, Ajilat, Al Mshashya, Ajmal e Misurata – di rimanere nelle proprie abitazioni in vista di nuovi raid aerei. A condurli dovrebbe essere ancora una volta l’Egitto che secondo il governo di Tobruk – dove ha sede il governo del primo ministro Abdullah al-Thani – li sta organizzando di concerto con l’aviazione libica. I raid egiziani sono di conseguenza sostenuti dal generale Khalifa Haftar.libiaderna

A contestare la legittimità dei raid è invece il Congresso nazionale generale (Gnc), il parlamento riconosciuto da una sentenza della Corte Suprema lo scorso 6 novembre. Installato a Tripoli, questo parlamento sostiene il governo di Omar al Hassi e trova forza nelle milizie di Misurata che fanno parte dello schieramento di Fajr Libia.

Seguire le linee dei vari fronti che oppongono questi due governi è difficile: sono linee che coincidono con divisioni geografiche e comunitarie, che sono segnate da alleanze e che, in ultima analisi, riportano al vero casus belli: il controllo del petrolio e delle infrastrutture legate al petrolio. Ecco perché scaramucce sono state registrate attorno a Mellita, il porto da cui prende inizio l’oledotto che collega la Libia alla Sicilia. Da una parte le milizie di Zintan, alleate del generale Haftar; dall’altra parte i berberi di Jebel Nafusa, alleati di Fajr Libia, che garantiscono la sicurezza degli impianti usati dall’Eni. Lo stesso schema si può applicare a varie altre zone della Libia. Il risultato è un paese completamente nel caos.

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