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Venezuela nel Consiglio di Sicurezza Onu, “una vittoria per Chavez”

    di  .  Scritto  il  17 ottobre 2014  alle  6:00.

venezuelamaduro“Una vittoria della Patria” e “una vittoria di Hugo Chavez”: così il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha salutato l’ingresso del proprio paese nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite grazie al voto favorevole espresso da 181 paesi dell’Assemblea Generale ONU.

Maduro è stato tra i primi a commentare la notizia pubblicando sul proprio account ufficiale twitter parole di soddisfazione.

Secondo il capo di Stato il voto al Palazzo di Vetro “dimostra l’appoggio, l’amore e la fiducia che la comunità internazionale ha verso il Venezuela”.

“E’ un giorno in cui essere felici, perché il Venezuela è un paese benvoluto e ammirato nel mondo. Il nostro comandante, Hugo Chavez, ha riposizionato il Venezuela come un paese con dignità. Questa è la vittoria di Hugo Chavez” ha proseguito Maduro.

Parole simili sono state pronunciate anche dal primo ministro venezuelano, Rafael Ramirez, presente alla sede delle Nazioni Unite in vista delle votazioni di ieri.

Il Venezuela è stato eletto ieri come membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite  insieme a Angola, Malesia e Nuova Zelanda.

Più difficile il voto che ha portato nel massimo organo decisionale del Palazzo di Vetro la Spagna, impostasi sulla Turchia al secondo turno di votazione.

A completare il quadro del Consiglio restano i cinque paesi non permanenti il cui mandato scadrà il prossimo anno, Lituania, Ciad, Cile, Giordania e Nigeria, e i cinque membri permanenti con diritto di veto Cina, Francia, Russia, Inghilterra e Stati Uniti.

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Un commento a Venezuela nel Consiglio di Sicurezza Onu, “una vittoria per Chavez”

  1. fra Rispondi

    17 ottobre 2014 alle 16:32

    Mentre il Venezuela rischia il default, mentre la popolazione non riesce a trovare latte, carta igienica, farina, detersivi, rischiando di non poter lavare i panni per settimane, mentre i medicinali mancano o scarseggiano, inducendo la gente alla disperazione assoluta, Maduro celebra questa “vittoria”, se così vogliamo chiamarla. Un presidente, dovrebbe a quest’ora piangere, disperarsi a vedere il suo paese cadere nel baratro, e vedere il suo popolo ucciso dalla tassa più alta di criminalità in latino america. Un vero presidente dovrebbe parlare al mondo, spiegando perchè la popolazione si trova schiacciata dall’inflazione al 63%. Oggi Maduro celebra un Venezuela che sta scappando da debiti, che questa Repubblica in questo momento ha. Un Venezuela, che vede ogni giorno i suoi cittadini andare via (se si conseguono voli, visto che anche quelli al momento non si trovano) , lasciando familiari, amici, tradizioni, per andare altrove, a cercare quello che un normale cittadino alle porte del 2015 dovrebbe avere. I diritti umani sono messi da parte, non sono rispettati, anzi sono stati proprio dimenticati da chi governa un paese, che potrebbe essere tra i più fortunati al mondo, viste le grandi riserve petrolifere. Bisognerebbe guardare la realtà, e non queste false celebrazioni, di una felicità che oggi, i venezuelani non hanno. Non c’è nessuna vittoria. Neanche lontana. Oggi il Venezuela, e il suo presidente, celebrano la più grande sconfitta. E noi qui, lontani, non chiamiamo le cose diversamente da quelle che sono. Non intitoliamo Vittoria un articolo, che parla di un Paese che oggi forse, l’unica vittoria che ha è conseguire un pezzo di pane.

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